Sono sempre io, ogni piccola sfaccettatura che mi compone,
ogni volto e ogni nome che sto cercando di integrare nel puzzle
è una parte inscindibile di me!

Sono la pittrice di sogni e creatrice di emozioni...
la gitana danzante attratta dal fuoco, dalla luna e dall'acqua...
moderna Esmeralda che vive seguendo soltanto il suo cuore...

Sono la Fata dalle ali leggere e cangianti
che si palesa la notte
si insinua nei sogni
e di giorno mimetizza le sue ali...

Sono la Strega di mille sortilegi
incantatrice e saggia
o angelo tentatore...

Sono Donna fin negli abissi più profondi dell'anima
totalmente e senza mezze misure
peccatrice e santa
dolce e inquietante...

Sono Fey e sono Thora,
forse anche un po' Shanti Pravahi...

Amo...

... l'istante che vivo nel momento in cui lo vivo...
scrivere le mie emozioni ed i miei sentimenti, metterli su carta e vederli volare...
lasciare la mia mente libera di vagare e di sognare...

Amo il percorso che sto seguendo, le scoperte,
i momenti di crescita e quelli di crisi da cui riemergo come fenice... amo profondamente il mio Daimon e la mia meravigliosa Phyllis...

E poi amo il sole e l'abbraccio del mare...
il vento che mi scompiglia i capelli e mi porta eco di notizie lontane...
i profumi e gli odori, che risvegliano antiche e sopite memorie

Amo i viaggi, la scoperta di culture lontane, il contatto con persone di cultura diversa dalla mia...
e amo la mia Cina, che ormai è talmente cambia da non riconoscerla quasi più...

Detesto...

... l'ignoranza, madre di tutti i mali di questo nostro mirabile mondo moderno...

Non sopporto che i bambini debbano avere paura del lupo cattivo perché il lupo cattivo esiste davvero... e non vive nel bosco, ma mascherato in mezzo ai vicini di casa, ai parenti, alle persone che si incontrano per strada...

Temo chi ha scordato il valore della vita e non si accorge che non c'è nulla di più grande e prezioso...

Detesto chi si ritiene superiore agli altri esseri viventi e abusa, violenta, sottomette, tortura...
chi vive secondo la logica che sia la forza a dover dare la supremazia...

I film che mi hanno toccata

* Harry ti presento Sally *
pietra miliare fondamentale e metodo di indagine formidabile... come non togliere punti ad un uomo che non l'abbia apprezzato?

* Le Nebbie di Avalon *
meraviglioso nonostante i tagli e le modifiche rispetto al romanzo

* Come eravamo *
la descrizione più poetica di come a volte un amore immenso non basti per poter stare insieme...

* Gioco a due *
e tutti gli altri film con lo splendido Pierce Brosnan

* Guerre Stellari *
e tutta la doppia trilogia

* Matrix *
senza il resto della trilogia

Le commedie di una volta, come quelle con l'affascinante
Cary Grant
o con la meravigliosa
Audrey Hepburn

Le commedie moderne, sensuali, argute o romantiche, come
* Il club delle prime mogli *
* Sex and the City *
* Kate & Leopold *
* Un giorno per caso *

I cartoni della Disney, soprattutto quelli con Stitch

I filmini natalizi, pieni di magia, elfi che impacchettano e renne che volano...

I libri che hanno scalfito la mia anima

Tutto il ciclo di Avalon di Marion Zimmer Bradley, con una particolare predilezione per
* Le Nebbie di Avalon * :
testi mistici e profondi che hanno spalancato le porte della mia anima

* Chocolat *
la magia dei cibi descritta da Joanne Harris

* Dio su una Harley * di Joan Brady

* Brava a letto *
e gli altri deliziosi romanzi di Jennifer Weiner

* Se solo fosse vero *
* Sette giorni per l'eternità *
e gli altri racconti fantastici di Marc Levy

Le magie di J.K. Rowlings nel mondo di Harry Potter

I romanzi di Daniel Pennac sulla tribù Malaussène

Lo stile di Lauren Weisberger

Tutti gli scritti di Anais Nin, erotici e non

Gli scritti di Tiziano Terzani

Le poesie di Prèvert, di Gibran, di Masters e di Withman

La musica che mi apre il cuore

... tutte quelle canzoni i cui testi arrivano a toccarmi l'anima e che mi fanno venire i brividi, per mille ragioni, o che sono indissolubilmente legate a momenti particolari, o ancora musiche che mi portano emozioni e sentimenti a fior di pelle.

Le musiche, il dijeridoo e le ricerche di Ajad, meraviglioso amico e molto di più

I canoni di Pachelbel

* Notre Dame de Paris *
che mi fa venire i brividi ogni volta

Le magiche voci femminili di Mina, Noa, Giulia Ottonello, Barbra Straisand...

E poi Battisti, col grande poeta Mogol, le parole di Vecchioni e di Baglioni, i Queen ed il grande genio indimenticato di Freddy, Elton John, Bon Jovi con la sua incredibile voce calda...

La musica celtica di Enya, di Lorena McKennit e di numerosi gruppi che fanno sognare...

Il reggae, la musica nera e r'n'b...

E Gaber, Gaber, Gaber... il genio più grande, l'uomo dei miei sogni, il rimpianto più grande, vuoto incolmabile...







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mercoledì, 28 ottobre 2009



Tante cose tutte insieme... come sempre!


E' di nuovo da un po' che non trovo il tempo di scrivere, di fermarmi a mettere in ordine pensieri e sensazioni... ed in genere accade quando tante cose accadono tutte insieme (cosa piuttosto frequente, peraltro!).

Prima i festeggiamenti per un compleanno forse un po' strano, per certi versi sofferto -prima, al pensiero che fosse passato un altro anno, a quanto velocemente scorreail tempo che non tornerà mai in dietro- ma festeggiato in vari step davvero tutto molto piacevoli e pieni di calore ed affetto.

Poi c'è stato addirittura un weekend di relax, il primo dal ritorno dalle vacanze, perché in quelli precedenti c'era sempre qualcosa di organizzato: una gita al mare, il salone dei minerali, una festa indiana...

E siamo così arrivati allo scorso fine settimana, particolare, intenso, emozionante.

E' cominciato tutto giovedì all'alba, con un sogno quasi lucido davvero strano ma mooolto piacevole. Avevo accanto un uomo, niente meno che Mick St. John (e lo vedevo bene in faccia! di solito non mi accade così, solo quando sono sogni di un certo tipo: per lo più so chi è la persona che compare nel delirio onirico, ma non la vedo chiaramente in viso!) e gli presentavo la nonna. Ma gli spiegavo anche che non stava bene e che non sapevo proprio come avremmo fatto, quando fosse morta, perché in realtà era già morta più di 10 anni fa, ma poi era tornata... e come lo spieghi che devi rifare il funerale?!? Visto che non era molto convinto dalle mie parole, gli facevo anche vedere una lapide, sul muro esterno dell'ex asilo dall'altra parte della strada, dove si evinceva chiaramente che mia nonna, nata nel '56, era morta nel '99 (e chissà da dove ho tirato fuori 'ste date visto che è nata nel 21 ed ha lasciato il suo corpo fisico nel '94!). E poi, quasi senza soluzione di continuità, mi ritrovavo a letto con lui, nella camera matrimoniale che vedevo con una precisione incredibile, dal mobile verde alle sue spalle alla vestaglia appesa all'attaccapanni nell'angolo, prima in un'esplosione di passione e poi in attimi di chiacchiere e coccole estremamente dolci.

Che dire, essendo stato l'ultimo sogno prima del risveglio lascio immaginare le sensazioni positive e l'illanguidimento che mi hanno accompagnata tutta la giornata di giovedì!!!

Venerdì sera, poi, c'è stata la prima in tv di Mamma Mia! Sì, lo avevo già visto, conosco la colonna sonora a memoria strofa per strofa -nel dubbio, mi ero anche "riscaldata" un po' ascoltandola a palla in auto, andando e tornando dal lavoro- ma non posso che trovarlo geniale ed adorabile: in assoluto il mio film preferito degli ultimi anni!

E, a parte pensare che Pierce Brosnan -datemi della gerontofila quanto volete- continuerei a farmelo volentieri senza pensarci un attimo, ogni volta che lo vedo ho la sensazione dolce-amara che sia un po' la storia della mia vita.

Lo so, questa devo spiegarla meglio, ma al momento devo chiudere e prepararmi per il lavoro (ed un successivo appuntamento), quindi non posso che riprendere più tardi!!!

Ecco, ora è "più tardi" e riprendo con la doverosa spiegazione. La trama di Mamma Mia! non ha in effetti nulla a che fare con la mia vita, concretamente: non ho l'età della Streep, non vivo su un'isoletta greca dimenticata dal mondo, non ho una figlia diciottenne che sta per sposarsi... eppure mi rivedo così tanto in Donna! Quasi come fosse una preview di come sarà la mia vita tra qualche anno, del fatto che mi troverò a cantare a qualcuno The winner takes it all, del fatto che ogni volta che vedo una determinata persona Mamma Mia! Here I go again... e sarà sempre così, perché ogni volta che la mia mente decide che stavolta basta magicamente ricompare. E non ci sarà mai una storia, ma non si spezzerà mai il legame.

Così mi ritrovo a sentirmi Donna, non certo Sophie, e ad avere ogni volta la sensazione di guardare ciò che sarà la mia vita tra una ventina d'anni, peraltro con un misto di timore e desiderio che questo accada che non saprei proprio spiegare ulteriormente!

Poi siamo passati a sabato, ad una festa di compleanno davvero bellissima, in cui ho avuto modo di avere un tuffo al cuore (quando tra la folla ho visto due occhi quasi identici a quelli del sogno di giovedì mattina... ma no, non era lui, solo una persona in parte molto somigliante, ma anche parecchio sposata e con prole), di ridere, di chiacchierare di cose serie e di scioccheze, di bere (senza peraltro che il vino mi facesse minimamente effetto... e questo non me lo spiego molto), di commuovermi, per l'arrivo inaspettato di una piccolina che ha riempito d'amore un cuore ancora sofferente, di flirtare un po', perché no, e di danzare scatenata come non mi succedeva da tanto, da troppo... indicativamente da questa volta.

Ho ancora le gambe doloranti, sono stravolta per aver fatto tardi ed essermi poi dovuta alzare presto al mattino, ma ne è valsa la pena!!! E pare esistano anche filmati compromettenti a dimostrarlo... In compenso, qualcuno è rimasto molto colpito dalla mia bravura nelle danze e qualcuna mi ha fatto i complimenti per la splendida forma... direi una nottata positiva al 100%!!!

Alla fine, siamo giunti a domenica. La fatica che mi è costata la "levataccia" alle 9.30 quando ero andata a dormire praticamente 4 ore prima non è stato un buon segno, ma il Capodanno Celtico vale questo ed altro, no?!!

In realtà anche il Festival è stato strano: nessuna sorella da incontrare, ma in compenso si erano fatti coinvolgere amici in genere poco frequentati, solo nelle sere al mare, che si stanno rivelando una piacevole scoperta! In ogni caso, oltre ad una piacevole giornata con loro e con il mio adorabile fratellino, ho avuto modo di incontrare persone che nel tempo stanno diventando vere amiche, incredibilmente grazie a facebook che sotto sotto non è così da buttar via, e che mi ha fatto un enorme piacere vedere ed abbracciare, anche se per poco tempo... sai com'è, quando sei lì a lavorare non hai tanto tempo da dedicare agli amici in transito!!!

Ho visto un sacco di belle cose, ma sono riuscita a trattenermi parecchio negli acquisti. Mi sono lasciata attirare solo da un fantastico fermaglio argentato, davvero particolare, e da un ciondolo che non potevo proprio non portare a casa: lo avevo visto già lo scorso anno e mi aveva colpita... una splendida fata dalle enormi ali d'angelo spiegate verso l'alto, con i capelli al vento come una fiamma, seduta nuda di profilo con le gambe piegate, una in ginocchio e l'alra poggiata sul piede. Come dicevo, mi aveva colpita... ma lo sconvolgimento vero era arrivato qualche giorno più tardi, quando una splendida amica molto artista, per il mio compleanno, mi aveva portato un quadro dipinto pensando a me, questo:

vi ricorda forse qualcosa?!? Ebbene sì, è ESATTAMENTE la stessa fata! Avendolo ritrovato, potevo forse lasciarlo lì? Era troppo un segno!!!

Ma, nonostante la mia parsimonia, sono tornata con un sacco di cosette, perché un'amica mi ha regalato la cornacchietta in cernit che le avevo chiesto, creata espressamente per me ed un'altra un ciondolo che stavo adocchiando... Son piccole cose forse, e non sono il valore "monetario" o gli euro risparmiati ad avermi colpita, quanto la sensazione di affetto che ha accompagnato questi due gesti: affetto istintivo e "gratuito" da parte di due persone che in fondo si sono affacciate nella mia vita da poco tempo!

Come dicevo, un weekend strano, particolare, ma pieno di emozioni!!!



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mercoledì, 09 settembre 2009



Danze polinesiane - la Hula


Mi è già accaduto in passato di parlare della Hula (per l'esattezza, qui), danza che amo moltissimo e che mi è piaciuto un sacco studiare, qualche anno fa. L'unico problema è che il corso più vicino a casa lo tengono a... Milano!!! Al Club Magica, un posto delizioso con una fantastica atmosfera e persone simpatiche, piacevoli e disponibili.

Il corso, tenuto in forma di "seminari" con la cadenza di una volta al mese, negli ultimi due anni cadeva, ahimè, in settimana, ma quest'anno si svolge di nuovo nel weekend, per la precisione alla domenica dalle 18.30 alle 20.00 (a partire dal 18 ottobre).

A me piacerebbe davvero un sacco partecipare, ma mi chiedevo se c'è qualche fanciulla che avesse voglia di venire con me... che così il viaggio in treno passa un po' di più ed il ritorno dalla stazione anche!

Qui di seguito, qualche informazione in più su questa splendida danza femminile:

In quasi tutte le isole della Polinesia esistevano delle danze a volte simili e a volte diverse nei modi di esecuzione da isola ad isola. Ma come avviene spesso per le tradizioni arcaiche, il fine di tali danze era comune.

Le divinità delle isole Hawaii come quelle di Tahiti e delle altre isole pur avendo nomi differenti rappresentavano la stessa energia, quella della Natura…….“ Danze compiute in riva al mare o nelle foreste dalla vegetazione verdissima, umida e rigogliosa che le donne eseguivano agghindate con ghirlande di fiori bellissimi e profumati chiamate ’lei’. ”*

“La danza della hula, ….è una danza arcaica che appartiene al patrimonio tradizionale e culturale delle isole polinesiane…

... Si dice anche che le donne hawaiane, essendo rimaste molto colpite ed affascinate dalla bellezza della Dea e dalla danza da lei compiuta, decisero di impararla e di praticarla fra loro.”*

La Goute Au Hula, comunemente Hula, è una danza tonda, morbida ed ondulante, che mobilita tutto il corpo, concentrandosi sul movimento del bacino, delle braccia e delle mani. E’ così che questa danza illustrata da canti e musiche antiche racconta di leggende di re, di gesta eroiche, di piccoli avvenimenti e di miti della natura delle Hawaii.

Un’arte della cultura Hawaiana nella tradizione orale, vietata dai missionari puritani nel 1820, ha continuato ad essere tramandata e ballata in segreto fino alla fine del XIX secolo, per poi tornare alla luce nei primi decenni del XX secolo.

“…..nell’isola di Tahiti esisteva una casta di sacerdotesse e di sacerdoti dediti alla danza ed all’accompagnamento musicale chiamati airoi. La danza delle sacerdotesse consisteva in movimenti frenetici del bacino fatti seguendo il ritmo che i sacerdoti suonatori praticavano percuotendo dei tronchi cavi. In tale danza si alternavano momenti di frenesia a momenti di assoluta stasi…..le airoi praticavano i culti della fertilità proprio nello stesso modo in cui li praticavano le donne europee arcaiche…”*

Quella che oggi viene chiamata Tamuretè potrebbe essere un’eco di questa antica danza. Sono danze consigliabili soprattutto a quelle donne dalle forme morbide, per la grazia, la femminilità e la sensualità che si manifesta con queste danze che richiamano l’armonia delle isole del Pacifico e delle loro lunghe onde che si infrangono sulle spiagge di sabbia purissima.

* tratto da Irina Naceo, “Delle antiche danze femminili”, edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2003

Fonte: Club Magica



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lunedì, 31 agosto 2009



Pensieri e compleanni


Sabato avevo cominciato a scrivere un post sulle riflessioni da fine vacanze, poi non ho fatto in tempo a proseguire e così l'ho salvato su un file di word in attesa di un momento migliore. In ogni caso, iniziavo chiedendomi chissà perché per me la fine dell'estate coincidesse per me con un inevitabile periodo di bilanci...

Certo, come mi rispondevo da sola, potrebbe dipendere dal fatto che le vacanze, per me, sono da sempre periodo non solo di relax e riposo, ma anche e soprattutto di introspezione e riflessione... non a caso, amo forse più rintanarmi nel mio "posto magico" di sempre che avventurarmi verso mete più esotiche e sconosciute, che metterebbero in moto ben altro oltre alla normale e fisiologica -per me, s'intende- riflessione estiva.

Ma forse il motivo è anche un altro, almeno secondo le tradizioni degli Indiani d'America e secondo il già citato La Ruota delle Lune, in cui ieri sera -quasi per caso, come si suol dire- mi sono imbattuta in questa meditazione, la quattordicesima dell'Ottava Luna:

MORTE E CICLI DI RINASCITA

Osservando i cicli della vita vediamo che fertilità, morte e rinascita sono presenti in ogni cosa. Tutti gli esseri umani attraversano, nel corso della vita, molti inizi e molte fini. Le morti di questi cicli vitali non sono altro che mutamenti del modo di operare nella sfera del mondo tangibile. I mutamenti, o morti, possono avere il nome di divorzio, nuovo lavoro, nuovo indirizzo o compleanno. Ogni individuo inizia un ciclo di morte cinquantotto giorni prima del compleanno (due cicli lunari di ventotto giorni più due giorni di luna nuova) segnando un Rito di Passaggio che consiste nel rivedere gli eventi e le lezioni dell'anno precedente e nel liberarsi, successivamente, del passato. Per alcuni, questo processo si presenta sotto forma di tristezza o di stress. La maggior parte delle persone non è consapevole di attraversare un ciclo personale di morte. Molti addirittura arrivano a dispiacersi dell'avvicinamento del loro compleanno, dimenticando che, al contrario, col sorgere del sole del giorno del compleanno inizia un ciclo di rinascita.

Le opportunità di crescita e di evoluzione sono notevoli se siamo disponibili a liberarci dei giudizi acquisiti sul nostro passato. Questi rimpianti non trovano posto nel ciclo di rinascita e devono essere lasciati a riposo, assieme al rifiuto di se stessi e alle critiche personali. E' necessario applicarsi per diventare veramente consapevoli delle nuove opportunità situate lungo il cammino. Questo Rito di Passaggio richiede l'accettazione di quanto è successo in precedenza, del perdono degli altri e del Sè, e la determinazione ad abbracciare il nuovo con cuore gioioso. In questo modo tutti gli esseri umani possono ricominciare senza rimpianti permettendo al mistero della vita di rivelarsi.

Jamie Sams - La Ruota delle Lune, pag. 247



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venerdì, 21 agosto 2009



La ricerca del nome


In un pomeriggio di fine agosto in cui il termometro segna ancora 28,8°, mi ritrovo in casa per varie ragioni, seppur sempre al mare, con una connessione a sbafo, a riflettere sui massimi sistemi di fronte a questa vista...

La riflessione, nello specifico, non mi è del tutto nuova e riguarda l'importanza del proprio nome e di riconoscersi in esso. So che è un argomento che molti non comprendono... mi è capitato molte volte di discuterne con amiche ed amici che non riuscivano proprio a capire il mio punto di vista. So anche che può apparire futile, ma al momento sembra rivestire un'importanza particolare, visto che continua a tornarmi in testa!!!

La realtà nuda e semplice è che il nome che mi è stato appioppat6o anagraficamente non è "mio". Non lo è mai stato, a dirla tutta. Da bambina mi limitavo a dire che non mi piaceva e cercavo disperatamente un diminutivo che mi risultasse più gradevole, crescendo mi sono resa conto che proprio non mi suona come mio, che non sono io!

Problema sciocco, eh? Eppure posso garantire che è frustrante essere "etichettati" in modo del tutto improprio!

Come dicevo, me lo porto dietro da sempre, perché da sempre ho l'etichetta Federica stampigliata addosso. Da bambina avrei voluto poter cambiare nome per altri di volta in volta più o meno strampalati, perché la cosa peggiore era non riuscire a trovare neanche un diminutivo che mi si confacesse. Perché Chicca andava bene da piccola... e Fede, non me ne abbiate, mi ha sempre fatto cagare (perdonate il francesismo, ma gradirei che fosse ben chiaro una volta per tutte!).

Poi ho trovato Fey. E' parte del mio nome cinese, Ai Fei, e mi sembrava finalmente di avere risolto, di avere trovato la mia dimensione: era mio, caspita!!! E' stata dura farlo entrare nella testa degli amici, ma pian piano... Poi, complice facebook su cui ho lanciato un post del tipo "chiamatemi come vi pare, Fey, Thora, Fata... ma Fede no, abbiate pietà!", hanno preso davvero tutti a chiamarmi Fey... ed è stato assurdo e sconcertante rendermi conto che sentivo il nome, ma lo percepivo come totalmente esterno a me... non so se riesco a far comprendere la sensazione, ma più che esterno non saprei davvero come definirlo!!!

E alè, eccoci punto e a capo!!! Che poi, la cosa assurda è che invece sentirmi chiamare Fata sembra la cosa più naturale del mondo...

Continuo a ripetermi, so che può sembrare un problema che tale non è, ma vorrei tanto riuscire a trovare il mio nome!!!

E, per inciso, mi piacerebbe tanto trovarlo prima di proporre qualcosa di nuovo ad un editore, così, per il gusto di non ritrovarmi con duecento nomi in copertina e sembrare una coppia...

Chissà, magari potreste provare a chiamarmi Principessa Consuela Banana Hammock così vedo se lo sento mio!!! Perché, a quanto pare, finché non li sento da bocche altrui non so se sono giunta alla meta o meno!!!



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domenica, 12 luglio 2009



Amicizia


Riflettevo qualche giorno fa -e condividevo queste riflessioni giusto giovedì sera- su come l'amicizia sia una strana alchimia che non si può imporre nè forzare.

Ci riflettevo pensando come, tempo fa, un amico si fosse messo in testa di far diventare amiche a tutti i costi la sottoscritta ed una stagista che avevamo in ufficio. Convinto di essere in grado di forzare gli eventi, se voleva, ha fatto di tutto... e noi siamo state al gioco e siamo anche uscite, persino un paio di volte, una per un caffè ed una per una birra. Ma non ce n'era. Non la stimo, non mi piace (tanto meno capisco chi si fa abbindolare dai suoi modi studiati... uomini, chiaramente)... e sento che è esattamente lo stesso da parte sua. E senza stima ed un'intesa "a pelle", fidatevi, non c'è santo che nasca un'amicizia!!!

Ci riflettevo anche pensando ad una persona che, dopo una conoscenza in fondo superficiale durata anni, per mesi mi ha tempestata di telefonate, millantando un'amicizia che in realtà non era che una sua illusione, riversandomi addosso ogni volta i suoi problemi e le sue insicurezze, ma senza mai fermarsi neanche un istante ad ascoltare se anch'io avevo qualcosa da dire, da confidare, da condividere. Ed io, in effetti, da condividere con lei non avevo nulla, perché non c'era una vera intimità, una reale confidenza come dovrebbe essere tra due amiche... Perché, appunto, un'amicizia non si può forzare, o nasce o non nasce.

Al contrario, con un'altra persona è nata un'amicizia piano piano... è stata una conoscenza fatta prima di condivisioni di interessi, seppur in modo discontinuo e, in fondo, superficiale, poi di incontri una volta l'anno, quindi di una "frequentazione" più ravvicinata via internet ed infine di telefonate in cui ci si confida fitto fitto, parlando per ore, condividendo sogni, speranze, intimità... Ed il tutto è avvenuto in modo così spontaneo, così naturale...

Anche con un'altra persona... non ci sentivamo da tempo, tanto tempo, ma è bastata una telefonata ed era come essersi parlate giusto la sera prima, senza alcun imbarazzo o problema a riprendere un filo interrotto ma per nulla spezzato. Così come avviene con le amiche "vere", quelle di lunga data, che di te conoscono tutto, che ti conoscono quasi meglio di te stessa e che, anche se la vita porta ad una separazione fisica, non sono mai realmente lontane e basta una frase per ritrovare tutta l'intimità e la complicità di un tempo.

E poi, ammettiamolo, l'amicizia è questione di "pelle", di istinto. E' sempre l'istinto che ci guida verso le persone o che ce ne tiene ben bene alla larga! Ed io ho imparato a fidarmi quasi ciecamente, visto che le batoste le ho prese solo quando non vi ho dato ascolto. Tranne che in un caso, ma non si trattava di amicizia, ed era un'esperienza che dovevo necessariamente fare.

E' l'istinto che mi ha attirata verso una persona per il suo nome, il secondo, per la precisione, o che mi ha fatto scegliere un determinato posto a sedere, ad una tavolata, anziché un altro... e mi ha fatto così scoprire persone splendide, che sono entrate nella mia vita pian piano e sono diventate man mano sempre più importanti, a differenza di altre che sono passate e andate oltre, che ho perso per strada senza rimpianti...



Sussurrato in punta di piedi da una Fata dalle Ali Cangianti
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venerdì, 26 giugno 2009



Ma gli artisti, a questo punto, si toccano?!?


Perché non so se loro se ne sono mai accorti, ma ogni volta statisticamente o ne muore uno solo, isolato, o muoiono a 3 a 3...

L'ultimo caso, la morte di Sidney Pollack, seguita a ruota da quella di Mel Ferrer e di Dino Risi.

Ora siamo a quota due:

(e son stata buona con la scelta delle immagini!)

Certo, notoriamente nessuno dei due era un fiore nel pieno della salute, entrambi avevano sottoposto il proprio corpo a non pochi eccessi... ma erano comunque giovani...

E' che in questi frangenti mi domando sempre chi sarà il terzo...

Breve aggiornamento del 30/06/09

... e tre, purtroppo!

Lutto nella danza contemporanea, la coreografa tedesca Pina Bausch è morta a 68 anni. Solo cinque giorni fa le era stato diagnosticato un tumore. Dal 1973 è stata direttrice artistica del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch con sede a Wuppertal in Germania, considerato il più importante gruppo di teatro danza. Ha rivoluzionato l'idea classica e moderna di balletto in nome di un teatro totale, i suoi spettacoli hanno emozionato il pubblico in tutto il mondo.

Tanti i riconoscimenti: nel 2003 è stata nominata Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'onore a Parigi, tre anni dopo ha ricevuto a Londra il Laurence Olivier Award ed è stata nominata direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma. Nel 2007 la Biennale Danza di Venezia le ha tributato il Leone d'oro alla carriera.



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martedì, 19 maggio 2009



Tour de force alla Fiera del Libro


Una doverosa premessa: partendo dal presupposto che venerdì -soprattutto causa pioggia- e sabato sarebbe stato da pazzi cercare di avvicinarsi a Lingfotto Fiere in macchina, mi sono mossa con i mezzi. Posso a questo punto affermare che la situazione mobilità non è, ahimè, minimamente migliorata da un anno a questa parte, quando raccontavo questo percorso accidentato...

Con un fantastico abbonamento all'intera manifestazione e armata di elenco di conferenze che avrei voluto seguire, prima fra tutte quella di Yu Hua (avrei voluto... mai espressione fu più azzeccata, perché per una ragione o per l'altra me le sono perse tutte... a cominciare proprio da quella di Yu Hua giovedì pomeriggio alla stessa ora di una lezione...), ho messo le tende alla Fiera praticamente per tre giorni.

Venerdì mi sono tenuta apposta libera tutto il pomeriggio, così ero libera di gironzolare prima dell'assalto della massa che ci sarebbe stato nel weekend.

E devo dire di aver girato abbastanza tranquillamente, in effetti! Ho curiosato tra le case editrici maggiori, tanto per scoprire le novità, ne ho volutamente snobbate altre (prima tra tutte Feltrinelli, che da quando pubblica Moccia per quanto mi riguarda potrebbe anche chiudere), e soprattutto sono andata alla ricerca di quegli editori minori che non si trovano così facilmente in libreria.

Ho incontrato un amico carissimo, che presentava anche lui il suo libro al Salone, ed ho passato uno splendido paio d'ore con lui; quindi ho incontrato il babbo che lavorava ad uno stand, una cugina che girava con il marito, libera dai pargoli per un'oretta, ed alla fine sono stata raggiunta da altri amici librofili. Peccato che a quel punto, dopo quelle 7 ore circa in piedi a girare, oltretutto vestita un po' in tiro e con scarpe inadatte all'evento, anche se non con tacco esagerato, i miei piedi e le mie gambe chiedessero pietà ed avessi solo più miraggi di sedie e cibo... ah, giù, perché avevo anche saltato il pranzo, in effetti!!! E la serata, per fortuna, si è conclusa degnamente in pizzeria!!!

Bottino della giornata, oltre al male ai piedi e ad un fantastico ricettario di brownies:

     ... omaggiato e "dedicato" direttamente dall'autore ;-)  e poi

 e 

Sabato secondo round...

Doveva essere la volta della gita con una carissima amica che riesco a vedere poche volte l'anno (ma il Capodanno Celtico a Milano non ce lo leva nessuno, eh!!!), ma quando il destino si mette in mezzo... lei si è ritrovata bloccata in ufficio da un'emergenza ed io ho così avuto modo di andare a fare la spesa prima di scapicollarmi al salone, dove comunque mi attendevano altre due fanciulle ed un giovane.

Stavolta la gita è stata più breve: arrivata verso le 15 siamo poi andati via verso le 18.30, visto che loro erano lì dall'ora di pranzo ed avevano già visto parecchio. Io non ho visto proprio proprio tutto, ma tra tutte e due le giornate posso dire di aver saltato praticamente solo ciò che non mi interessava.

Arrivata con una lista dei desideri che non finiva più (due pagine compilate in excel, con i testi suddivisi innanzitutto per casa editrice e quindi in ordine alfabetico per autore e comprensivi di informazioni sul prezzo - quando il fanciullo che gironzolava paziente con noi sabato l'ha scorta è per un attimo impallidito e mi ha timidamente chiesto se dovevo cercare tuta quella roba...), mi sono in realtà limitata a cercare quei libri che non si trovano così facilmente in libreria, scoprendo con estrema gioia che le case editrici in questione applicavano persino dei piccoli sconti-fiera, che nel dubbio non guastano.

Il bottino della seconda giornata è stato decisamente più cospicuo e variegato:

Il primo è un saggio di cui avevo parlato anche su Lettorineis, per l'esattezza qui; il secondo fa parte di una splendida collana dedicata agli anime (di cui magari in futuro cercherò anche qualche altro volume, tipo Geeg Robot... assolutamente non Mazinga, che non mi piaceva neanche da bambina) e non potevo lasciar lì Goldrake, che, come dice il sottotitolo il primo robot non si scorda mai!!!

Il terzo è un libro davvero bellissimo, in cui Linda Ravenscroft (se non la conoscete, questo è il suo sito ufficiale) insegna a disegnare le fate! E siccome imparare a disegnarle è uno dei miei sogni...

Il quarto l'ho scoperto interamente in fiera: è un racconto (beh, di parole ce ne sono davvero poche!) per immagini, magistralmente illustrato da Francesca Scarinci, che era presente allo stand con i suoi disegni ed è definita la "prima disegnatrice gotica italiana". Se volete vedere qualcuna delle sue opere, potete visitare il suo MySpace. Tra i disegni presenti nel libro questi sono decisamente i miei preferiti (il secondo nel libro è a viso intero, ma non riesco a trovarlo in rete!):

E l'ultimo, beh, direi che parla da sè. Ma visto che è lo stesso metodo che ha permesso anche a persone impensabili di smettere di fumare, perché non darci un'occhiata?!?



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lunedì, 11 maggio 2009



A ruota libera


Tutto cambia così velocemente, tutto accade così rapidamente, senza sosta... so di averla voluta io, questa bicicletta, so che buona parete di ciò che mi è accaduto negli ultimi anni non è stato che l'avverarsi di mie richieste, ma a volte è così difficile capacitarsene!!!

E poi dovrebbe esserci un'avvertenza, quando stai per pensare una cosa, tipo un indicatore luminoso che viene fuori dicendo "Attenzione! Qualunque desiderio formulerai -anche inconsciamente- nei prossimi istanti verrà inesorabilmente esaudito!". E invece no, non c'è nessun segnale ad avvisare, ma anni dopo ti accorgi che quel desiderio si è avverato... anche se, ovviamente, in modo un po' diverso da come te l'eri immaginato.

O, forse, non è che certi desideri si avverano ed altri no... forse la realtà è che ogni tanto viviamo dei momentanei stati di grazia in cui desideriamo -grosso modo- proprio ciò che deve essere, che nell'arazzo generale è già previsto, anche se non ce ne rendiamo conto. Per un istante siamo perfettamente "allineati" e ciò che desideriamo inevitabilmente si trasforma in realtà con il tempo, quando ce ne eravamo persino scordati, finché un pomeriggio in treno, con la mente che vaga cullata dagli mp3, si accende la lampadina... o caspita, ma l'avevo chiesto io!!!

Chissà come sono finita a fare questo discorso? E' venuto fuori da solo, mentre pensavo a tutt'altro, a due amici quasi della mia infanzia (anzi, dell'infanzia proprio, in fondo in fondo: una l'ho conosciuta a 7/8 anni, l'altro a 12...) che sono riuscita a ritrovare su FB e spero proprio si ricordino di me e accettino di riprendere i rapporti, a come certi CD ogni tanto sembrino essere la colonna sonora della mia vita e diventino come una droga... tempo fa era stato Notre Dame de Paris, ora Mamma Mia!

E ripensavo allo spettacolo di sabato sera, a certe mie strane reazioni, che mi hanno davvero sorpresa, colpita a tradimento... e così è stato quasi spontaneo lasciarmi andare all'effetto dell'alcool che in genere reggo con perfetto autocontrollo... ma avevo voglia di annebbiarmi un po', di ovattare quelle sensazioni impreviste... in realtà avrei avuto voglia di ben altro, di fare la cretina, di flirtare... ma non era serata, non era la compagnia adatta, il luogo adatto, non c'era la fauna necessaria...

Non c'è verso, ho bisogno di una Samantha, di una Miranda e di una Charlotte e di un luogo dove andare a far danni!!!



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in emozioni a fior di pelle, pensieri in libertà, discorsi da donne

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sabato, 25 aprile 2009



Involontari sproloqui


All'ultima occasione di incontro dei Lettorineis/rotineis/tortineis/tartineis si è finito per parlare di espressioni non esattamente corrette usate una tantum o ripetutamente da suocere, madri, nonne e datori di lavoro (dallo scimmion a megalattico passando per Sarkozy e la Bruni magicamente trasformati in Cosìcosì e sua moglie Bruna) e mi sono istantaneamente tornate in mente tante cose dette negli anni da Caterina.

Caterina era la mia nonna paterna. Soprannominata nonna Picchi da mio cugino perché era piccola, soprattuto in confronto all'altra sua nonna, era appunto piccola, negli anni sempre più magra, apparentemente fragile e sicuramente storta; era arrivata appena alla terza elementare ed in seguito aveva seguito dei corsi come sarta.

Non aveva mai avuto la possibilità di ampliare certi suoi orizzonti, soprattutto quelli linguistici, anche se amava molto leggere, soprattutto quando l'età non le aveva più consentito di passare molto tempo a cucire o lavorare all'uncinetto, perché gli occhi si affaticavano sempre prima. Ed allora, complice anche il trasloco della sorella in una casa più piccola, per cui aveva passato a lei ed al nonno praticamente tutti i libri raccolti negli anni dal marito, aveva preso a leggere moltissimo, passando con estrema disinvoltura da romanzi rosa (nel mio piccolo, le avevo "passato" tutta la mia collezione di romanzi di Helen Van Slyke, ora rigorosamente relegata al mare) a Herzog di Bellow, che si era sciroppata con diligente impegno e senza alcuna difficoltà, forse perché nessuno le aveva detto che era un testo difficile. Il suo unico cruccio era quando i personaggi avevano nomi stranieri, perché allora rischiava di non riconoscerli bene uno dall'altro, le sembrava che si somigliassero un po' tutti e di quando in quando doveva tornare in dietro per riprendere il filo del racconto...

Caterina, però, con tutta la sua curiosità letteraria, a volte sembrava vivere in un mondo linguisticamente tutto suo! E così, anche se parlava in italiano e non in dialetto, e devo anche dire in un italiano grammaticalmente più che corretto (non ha mai mancato un congiuntivo, ad esempio!), ogni tanto si perdeva sui termini, dai più complessi, come quelli medici o quelli in lingua straniera, a quelli apparentemente più semplici che però, evidentemente, così com'erano pronunciati dalla maggioranza non le piacevano.

Nella sua cucina erano ormai famose le roladine ed i fritollini (frittelline di carne e verdura con cui sperava di fare fessa mia sorella che, da piccola, non voleva saperne di mangiare la carne), i canaloni (che non erano quelli di Venezia!) ed il bodino...

Di tutti i malanni che l'anno afflitta nel tempo che abbiamo potuto condividere, su tutti ricordo la preartrite,  mentre non sono purtroppo in grado di menzionare neanche uno dei farmaci a cui ha storpiato il nome, ma diventavano cose davvero fantastiche, a volte persino poetiche...

Sui nomi e le parole straniere, poi, era un vero bagno di sangue... Aveva visto un pogramma un po' scostumato, Drin (Drive-in), e le piaceva una ballerina giovane, tanto simpatica, Esparì (Heather Parisi)... e per tutta la sua esistenza il cane dei vicini, un meraviglioso pastore tedesco, si è adattato ad essere chiamato Dars anche se in realtà si chiamava Dark... lui la guardava con affetto e rispondeva comunque all'appello!

E a noi nipoti, a volte, vengono proprio in mente certe sue espressioni tipiche, ormai entrate in una sorta di lessico familiare, che ci riempiono di tenerezza e malinconia!!!



Sussurrato in punta di piedi da una Fata dalle Ali Cangianti
in pensieri in libertà, da condividere, la dolcezza dei ricordi

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giovedì, 23 aprile 2009



Mah...


A volte mi chiedo -anzi, nello specifico me lo chiedo in questi giorni- ma son solo io a non idolatrare la Levi Montalcini? Anzi, a non amarla neanche poi tanto?!?



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