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Sono sempre io, ogni piccola sfaccettatura che mi compone,
ogni volto e ogni nome che sto cercando di integrare nel puzzle
è una parte inscindibile di me!
Sono la pittrice di sogni e creatrice di emozioni...
la gitana danzante attratta dal fuoco, dalla luna e dall'acqua...
moderna Esmeralda che vive seguendo soltanto il suo cuore...
Sono la Fata dalle ali leggere e cangianti
che si palesa la notte
si insinua nei sogni
e di giorno mimetizza le sue ali...
Sono la Strega di mille sortilegi
incantatrice e saggia
o angelo tentatore...
Sono Donna fin negli abissi più profondi dell'anima
totalmente e senza mezze misure
peccatrice e santa
dolce e inquietante...
Sono Fey e sono Thora,
forse anche un po' Shanti Pravahi...
Amo...
... l'istante che vivo nel momento in cui lo vivo...
scrivere le mie emozioni ed i miei sentimenti, metterli su carta e vederli volare...
lasciare la mia mente libera di vagare e di sognare...
Amo il percorso che sto seguendo, le scoperte,
i momenti di crescita e quelli di crisi da cui riemergo come fenice... amo profondamente il mio Daimon e la mia meravigliosa Phyllis...
E poi amo il sole e l'abbraccio del mare...
il vento che mi scompiglia i capelli e mi porta eco di notizie lontane...
i profumi e gli odori, che risvegliano antiche e sopite memorie
Amo i viaggi, la scoperta di culture lontane, il contatto con persone di cultura diversa dalla mia...
e amo la mia Cina, che ormai è talmente cambia da non riconoscerla quasi più...

Detesto...
... l'ignoranza, madre di tutti i mali di questo nostro mirabile mondo moderno...
Non sopporto che i bambini debbano avere paura del lupo cattivo perché il lupo cattivo esiste davvero... e non vive nel bosco, ma mascherato in mezzo ai vicini di casa, ai parenti, alle persone che si incontrano per strada...
Temo chi ha scordato il valore della vita e non si accorge che non c'è nulla di più grande e prezioso...
Detesto chi si ritiene superiore agli altri esseri viventi e abusa, violenta, sottomette, tortura...
chi vive secondo la logica che sia la forza a dover dare la supremazia...

I film che mi hanno toccata
* Harry ti presento Sally *
pietra miliare fondamentale e metodo di indagine formidabile... come non togliere punti ad un uomo che non l'abbia apprezzato?
* Le Nebbie di Avalon *
meraviglioso nonostante i tagli e le modifiche rispetto al romanzo
* Come eravamo *
la descrizione più poetica di come a volte un amore immenso non basti per poter stare insieme...
* Gioco a due *
e tutti gli altri film con lo splendido Pierce Brosnan
* Guerre Stellari *
e tutta la doppia trilogia
* Matrix *
senza il resto della trilogia
Le commedie di una volta, come quelle con l'affascinante
Cary Grant
o con la meravigliosa
Audrey Hepburn
Le commedie moderne, sensuali, argute o romantiche, come
* Il club delle prime mogli *
* Sex and the City *
* Kate & Leopold *
* Un giorno per caso *
I cartoni della Disney, soprattutto quelli con Stitch
I filmini natalizi, pieni di magia, elfi che impacchettano e renne che volano...
I libri che hanno scalfito la mia anima
Tutto il ciclo di Avalon di Marion Zimmer Bradley, con una particolare predilezione per
* Le Nebbie di Avalon * :
testi mistici e profondi che hanno spalancato le porte della mia anima
* Chocolat *
la magia dei cibi descritta da Joanne Harris
* Dio su una Harley * di Joan Brady
* Brava a letto *
e gli altri deliziosi romanzi di Jennifer Weiner
* Se solo fosse vero *
* Sette giorni per l'eternità *
e gli altri racconti fantastici di Marc Levy
Le magie di J.K. Rowlings nel mondo di Harry Potter
I romanzi di Daniel Pennac sulla tribù Malaussène
Lo stile di Lauren Weisberger
Tutti gli scritti di Anais Nin, erotici e non
Gli scritti di Tiziano Terzani
Le poesie di Prèvert, di Gibran, di Masters e di Withman

La musica che mi apre il cuore
... tutte quelle canzoni i cui testi arrivano a toccarmi l'anima e che mi fanno venire i brividi, per mille ragioni, o che sono indissolubilmente legate a momenti particolari, o ancora musiche che mi portano emozioni e sentimenti a fior di pelle.
Le musiche, il dijeridoo e le ricerche di Ajad, meraviglioso amico e molto di più
I canoni di Pachelbel
* Notre Dame de Paris *
che mi fa venire i brividi ogni volta
Le magiche voci femminili di Mina, Noa, Giulia Ottonello, Barbra Straisand...
E poi Battisti, col grande poeta Mogol, le parole di Vecchioni e di Baglioni, i Queen ed il grande genio indimenticato di Freddy, Elton John, Bon Jovi con la sua incredibile voce calda...
La musica celtica di Enya, di Lorena McKennit e di numerosi gruppi che fanno sognare...
Il reggae, la musica nera e r'n'b...
E Gaber, Gaber, Gaber... il genio più grande, l'uomo dei miei sogni, il rimpianto più grande, vuoto incolmabile...

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Appoggio anch'io l'iniziativa, affinché i modelli che vengono dati alle fanciulle non siano quelli di una folle corsa ad un'eccessiva magrezza che troppo spesso sconfina in disturbi alimentari dagli esiti devastanti!

venerdì, 21 agosto 2009
In un pomeriggio di fine agosto in cui il termometro segna ancora 28,8°, mi ritrovo in casa per varie ragioni, seppur sempre al mare, con una connessione a sbafo, a riflettere sui massimi sistemi di fronte a questa vista...

La riflessione, nello specifico, non mi è del tutto nuova e riguarda l'importanza del proprio nome e di riconoscersi in esso. So che è un argomento che molti non comprendono... mi è capitato molte volte di discuterne con amiche ed amici che non riuscivano proprio a capire il mio punto di vista. So anche che può apparire futile, ma al momento sembra rivestire un'importanza particolare, visto che continua a tornarmi in testa!!!
La realtà nuda e semplice è che il nome che mi è stato appioppat6o anagraficamente non è "mio". Non lo è mai stato, a dirla tutta. Da bambina mi limitavo a dire che non mi piaceva e cercavo disperatamente un diminutivo che mi risultasse più gradevole, crescendo mi sono resa conto che proprio non mi suona come mio, che non sono io!
Problema sciocco, eh? Eppure posso garantire che è frustrante essere "etichettati" in modo del tutto improprio!
Come dicevo, me lo porto dietro da sempre, perché da sempre ho l'etichetta Federica stampigliata addosso. Da bambina avrei voluto poter cambiare nome per altri di volta in volta più o meno strampalati, perché la cosa peggiore era non riuscire a trovare neanche un diminutivo che mi si confacesse. Perché Chicca andava bene da piccola... e Fede, non me ne abbiate, mi ha sempre fatto cagare (perdonate il francesismo, ma gradirei che fosse ben chiaro una volta per tutte!).
Poi ho trovato Fey. E' parte del mio nome cinese, Ai Fei, e mi sembrava finalmente di avere risolto, di avere trovato la mia dimensione: era mio, caspita!!! E' stata dura farlo entrare nella testa degli amici, ma pian piano... Poi, complice facebook su cui ho lanciato un post del tipo "chiamatemi come vi pare, Fey, Thora, Fata... ma Fede no, abbiate pietà!", hanno preso davvero tutti a chiamarmi Fey... ed è stato assurdo e sconcertante rendermi conto che sentivo il nome, ma lo percepivo come totalmente esterno a me... non so se riesco a far comprendere la sensazione, ma più che esterno non saprei davvero come definirlo!!!
E alè, eccoci punto e a capo!!! Che poi, la cosa assurda è che invece sentirmi chiamare Fata sembra la cosa più naturale del mondo...
Continuo a ripetermi, so che può sembrare un problema che tale non è, ma vorrei tanto riuscire a trovare il mio nome!!!
E, per inciso, mi piacerebbe tanto trovarlo prima di proporre qualcosa di nuovo ad un editore, così, per il gusto di non ritrovarmi con duecento nomi in copertina e sembrare una coppia...
Chissà, magari potreste provare a chiamarmi Principessa Consuela Banana Hammock così vedo se lo sento mio!!! Perché, a quanto pare, finché non li sento da bocche altrui non so se sono giunta alla meta o meno!!!
Sussurrato in punta di piedi da una Fata dalle Ali Cangianti
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domenica, 07 giugno 2009
Confermo una cosa che dicevo ieri sera con amici... noi donne, in un periodo di astinenza rischiamo di fare delle stronzate immani!!!
Perché è vero che è meglio sole che con accanto l'uomo sbagliato, ma quando il tempo in cui uno che possa sembrare giusto non si profila all'orizzonte cresce, a volte la solitudine si fa sentire e ancor più la mancanza del contatto, dei brividi, delle sensazioni...
Ma, essendo assolutamente certa che questa mia convinzione sia corretta, comincia a preoccuparmi il fatto di non aver ancora fatto nessuna delle suddette stronzate... Eccheccaspita, il mio autocontrollo è tale da mettermi sempre di fronte agli occhi quanto sarebbe sbagliato e crudele illudere qualcuno? Qualcuno che so benissimo ci starebbe, ma che so anche che non mi interessa affatto da quel punto di vista? Qualcuno che è un amico e che dopo avrei delle serie difficoltà a guardare ancora in faccia? O, più pericolosamente, il giorno che farò la stronzata sarà davvero galattica?!?
Già, questa l'idea che non è giusto ferire, però, nonostante tutto mi si para, immediatamente e a lettere intermittenti, nel cervello e blocco qualsiasi impulso, anche se ho in corpo un po' più di alcool di quanto dovrei...
Ma mettere sulla mia strada un qualcuno di interessante no, eh?!? O anche non eccessivamente interessante, non da pensare a qualcosa di serio, ma affascinante quanto basta? Al limite anche un po' bastardo, così non ho proprio bisogno di farmi scsupoli? No, eh?!!
Sussurrato in punta di piedi da una Fata dalle Ali Cangianti
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giovedì, 23 aprile 2009
A volte mi chiedo -anzi, nello specifico me lo chiedo in questi giorni- ma son solo io a non idolatrare la Levi Montalcini? Anzi, a non amarla neanche poi tanto?!?
Sussurrato in punta di piedi da una Fata dalle Ali Cangianti
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domenica, 25 gennaio 2009
Chissà cosa ne direbbe il Signor G.
Oggi il Signor G compirebbe 70 anni.
Ma è morto giovane, se n'è andato troppo presto lasciandoci qui un po' più soli e un po' più miseri... e io riascolto la sua voce e mi commuovo. Mi commuovo sempre quando lo rivedo in tv, come se fosse un amico che mi manca e con cui vorrei poter fare quattro chiacchiere. Così come ascoltando alcuni suoi brani mi vengono ogni volta i brividi per l'emozione di ciò che esprime, per la forza con cui racconta questo nostro paese spesso piccolo piccolo, con cui descrive così bene l'animo umano...
E se la ministra Gelmini può essere criticabile per varie cose, non posso che plaudire alla sua intenzione di inserire i testi di Gaber nei programmi didattici. Perché Gaber era super partes, non ha mai accettato etichette, non ha mai dichiarato il suo schieramento (anche se dopo la sua morte tutti hanno cercato di "appropriarsene")... e non certo per qualunquismo, quanto perché vedeva con troppa chiarezza il marcio che soffoca entrambi gli schieramenti. E benché dichiarasse l'ideologia, malgrado tutto credo ancora che ci sia non poteva prescindere dal fatto che fossero proprio le persone sedute in parlamento, i politici e politicanti, ad averla scordata.
Bellissimo è stato il titolo di uno dei Festival Gaber, mi pare il secondo dopo la sua scomparsa: "Sinistra, destra... o Giorgio Gaber"... ecco, io sto con Gaber, sicuramente!
E mi chiedo cosa direbbe ora, quale sarebbe la sua analisi oggi, che il mondo va avanti, assiste ad avvenimenti che fino a poco tempo fa sarebbero stai impensabili, come un presidente USA nero, mentre il nostro paese rimane sempre statico nella sua piccolezza, nel suo non sapersi evolvere, non saper uscire dai propri schemi perversi, soprattutto da un punto di vista amministrativo e politico.
Mi piacerebbe sapere cosa direbbe di Grillo, che fa il predicatore ma poi al dunque, quando potrebbe fare qualcosa di concreto, si tira in dietro e si limita a raccogliere delle firme già sapendo che potrà solo buttarle nel cesso; cosa direbbe dei sedicenti "giornalisti" che usano il servizio pubblico per propagandare idee palesemente faziose (anche se un assaggio del suo pensiero circa la categoria lo aveva dato già nell'80 con Io se fossi Dio *); cosa direbbe di un paese che basta che vinca i mondiali di calcio e va tutto bene, qualsiasi problema passa in secondo piano perchè "campioni del mondoooooo"; mi piacerebbe sentire i suoi commenti sulla DC che, mascherata e nascosta, continua a governare il paese a braccetto con il papa...
Bisognerebbe davvero che si ascoltassero con attenzione le sue canzoni, i suoi monologhi, per scoprire quanto siano sconvolgentemente sempre attuali, per rendersi conto di quanto non cambi mai nulla. Forse alla fine si giungerebbe alle sue stesse conclusioni, non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono, ma si avrebbe una percezione un po' più reale del paese che ci circonda e dello schifo della nosta classe governante. Magari continueremmo a non riuscire -o a non voler- cambiare nulla, ma almeno lo faremmo con un minimo di consapevolezza in più.
Grazie ad un grande uomo, libero dagli schemi e dalle etichette, ma anche libero perché ha partecipato, in realtà molto ma molto più di tanti altri personaggi più pubblici ed ammantati di bandiere.
Un uomo libero e pensante che a me manca infinitamente.
La libertà
Mi fa male il mondo
Qualcuno era comunista
Io, se fossi Dio (in due parti)
Destra sinistra
* Io se fossi Dio è un album del 1980 di Giorgio Gaber pubblicato in formato "discomix". L'unica traccia è incisa sul lato A (il lato B è vuoto), Io se fossi Dio, una lunga e feroce invettiva dove Gaber non risparmia davvero nessuno: piccoli borghesi, giornalisti, politici, volteriani, bigotti etc. Il titolo richiama probabilmente il noto sonetto di Cecco Angiolieri S'i' fosse foco. Fu a lungo ostracizzato dalla radio e dalla televisione italiana ed ebbe una circolazione quasi "clandestina".
L'accusa più forte è rivolta ai terroristi colpevoli, secondo l'autore, di martirizzare personaggi che non ne sarebbero invece degni: rivendica il diritto di poter continuare a criticare politici ed istituzioni per il loro malgoverno, anche nonostante questi siano stati colpiti dai criminali.
« ...a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiare giudizio... »
Nell'ultima parte del testo Gaber, pur precisando che "gli fa rabbia chi spara", si scaglia senza pietà contro Aldo Moro, lo statista assassinato nel 1978 dalle Brigate Rosse; all'epoca Moro fu dipinto dall'intera politica italiana come il più grande politico italiano dal dopoguerra, e Gaber vuole ricordare come, da vivo, fosse considerato in ben altro modo dai suoi avversari e in particolare dall'estrema sinistra: un "politicante qualunque", opportunista e potenzialmente dannoso per il paese.
« Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era! »
Fonte: Wikipedia
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giovedì, 15 gennaio 2009
Fior di entomologi sostengono che gli insetti sono mirabilmente evoluti ed intelligenti... ma sarà poi vero?!? Ed in particolare, tra loro si riconosceranno, comunicheranno (in particolare gli spostamenti), sapranno quanti sono in una colonia e quindi si renderanno conto se qualcuno non fa ritorno?!?
Ossia, quei disgustosi insettini che da qualche mattina trovo in cucina zona lavandino, arrivati solo il cielo sa da dove, si renderanno conto che quello mandato in avanscoperta regolarmente non torna alla base... o no?!? Indi, sloggeranno da soli o mi costringono a fare quanto prima una strage?!?
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giovedì, 04 settembre 2008
Riflessioni dopo una serata piacevolissima
Voglio uccidere splindeeeer!!! E' la terza volta che scrivo 'sto post e arrivata al buono mi sparisce la pagina!!! Ok, calma e sangue freddo, ora riprovo pian piano postandolo ogni volta che aggiungo una frase, abbiate pazienza!!!
Ieri ho passato una splendida serata. Quanto avevi ragione, mio Daimon, quando mi parlavi delle energie che avrebbe smosso il seminario! Se sei sulla strada sbagliata, mi dicevi, ti fa deragliare finché ti ricongiungi a quella giusta, ma se hai già imboccato il sentiero corretto ti fa procedere ai duecento all'ora. E' incredibile provarlo con mano, ogni tassello va magicamente a posto in modo che non ci possa essere alcun intoppo lungo la strada, come in un incantesimo che spero non debba esaurirsi mai!!!
Ma dicevo di ieri sera. E' stata davvero una serata piacevole, serena, rilassante, divertente... Alcune delle persone preseni le avevo già conosciute e mi ci ero trovata bene, ma non tutte, eppure c'è stata una tale alchimia di interessi comuni, sintonia immediata ed istintiva, discorsi seri e facezie più leggere che in un periodo in cui incontrare persone interessanti è sempre più raro ha quasi dell'incredibile!
Verso fine serata, complici il vino e la sintonia rilassata che indubbiamente ci legava, è venuo fuori il discorso più serio ed interessante, a cui non ho potuto non ripensare. Riassumendo molto il concetto di base, lo si potrebbe ridurre ad una domanda: chi siamo? Alcuni hanno sostenuto la tesi che siamo ciò che di noi vedono gli altri, che esistiamo in base alla percezione che di noi ha il mondo che ci circonda, mentre altri hanno completamente rifiutato quest'ottica sostenendo piutoso un "io sono quel che sono e chi se ne frega di cosa ne pensa il mondo".
Come accennavo, ci ho ripensato a lungo, anche perché è curioso che questo discorso sia venuto fuori proprio mentre nella mia vita la sfida più grossa è quella di riuscire a mettere insieme le mie... come definirle, due personalità? due pari principali?
Ripensandoci, dal mio personalissimo punto di vista entrambe le tesi erano giuste ed entrambe sbagliate.
Per quella che è la mia esperienza, io non sono SOLO ciò che il resto del mondo percepisce di me. Anche perché è talmente grande la porzione di mondo che non sa neppure che esisto, che in teoria non dovrei neppure esistere, in quanto troppo non mi percepiscono in alcun modo. Ok, ok, non inizio a filosofeggiare troppo, cerco di non uscire dal seminato.
Dicevo, non sono SOLO ciò che il resto del mondo percepisce di me, ma sicuramente lo sono in parte. Sono ciò che gli altri percepiscono di me nel momento in cui in qualche modo dipendo da quella percezione (ad esempio, se vengo percepita come una buona interprete o traduttrice avrò lavoro e soldi per arrivare a fine mese, altrimenti è il caso che mi dia da fare per cambiare qualcosa...), ma per il resto sono a priori del pensiero altrui.
E qui entra in gioco la seconda posizione "sono così è chi se ne frega di cosa pensano gli altri". Vero, verissimo, ma bisogna averne fatta di strada per non farsi deviare dai giudizi altrui! Bisogna aver lavorato non poco su se stessi per conoscersi al punto di riuscire a scorporare chi siamo realmente da ciò che siamo di riflesso! Ma certo, a quel punto possiamo riuscire a sapere chi siamo veramente e quali invece sono le maschere che indossiamo per presentarci al mondo, possiamo decidere a chi mostrarci veramente, a chi solo una parte e quale maschera è necessario indossare e quando...
Nessuno arriva mai a conoscerci completamente, a vedere ogni nostro lato, ogni piccola sfaccettatura, a volte neppure noi stessi, ma è una delle avventure più affascinanti della nostra vita!!!
La mia, per ora, si limita al cercare di integrare la fata strega con la Fey "di tutti i giorni"...
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mercoledì, 11 giugno 2008
Lunedì ho fatto un rapidissimo giro all'Ikea alla ricerca di due o tre cose specifiche e poi alle Gru -il centro commerciale accanto, per chi non fosse di Torino e dintorni- e mi sono fermata a mangiare un altrettanto rapido boccone al McDonald's.
Premesso che non consiglio il nuovo Chicken Non-ricordo-che (rende molto meno delle aspettative), mi rendo conto che non ero all'Accademia della Crusca, ma santa pace a volte vorrei poter spegnere le orecchie per non sentire certe idiozie!!!
Accanto a me si siedono un gruppo di giovani in panico da maturità da geometri, con uno dei loro professori incontrato lì per caso. Tutti hanno preso hamburger vari e patatine, il prof. un'insalata ed esclama (il professore esclama, badate bene):
- Eh, certo, chissà quanto sarà genuina 'st'insalata... Come minimo arriva da... come si chiamava quella città della Yugoslavia... ah, sì, Chernobyl!
Yugoslavia? Chernobyl?!? Amico, grazie al cielo per noi era un po' più lontana, anche se gli effetti li abbiamo sentiti anche qui! Che poi anch'io nella mia ignoranza geografica la mettessi in Bielorussia anziché in Ucraina, è un fatto, ma mi pare evidente a chiunque che non fosse così vicina a noi!
Ma qui mi sorge un altro dubbio: il prof. dove me la posiziona la Yugoslavia?!?
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martedì, 03 giugno 2008
Ma pensi davvero di conoscermi?!?
Perché dalle domande che mi fai a volte me lo chiedo davvero... e resto lì, interdetta ed incapace persino di risponderti...
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lunedì, 10 marzo 2008
... potrei aver subito un tentativo di abbordaggio, ma onestamente non ne sono sicura!!!
Beh, io ero lì a svolgere il mio compito da brava e solerte interprete, quando il tipo che accompagnava me e l'indianino ha cominciato a raccontarmi che lui un po' l'inglese lo mastica, ma gli piacerebbe parlarlo bene... potrebbe rivolgersi a sua sorella, che fa anche lei l'interprete, ma sai, una sorella non ha pazienza ad insegnare ad un fratello un po' zuccone da cui non potrebbe neanche farsi pagare...
Ma tu insegni, anche? Ebbene sì, insegno, anche! Principalmente italiano agli stranieri e cinese agli italiani (e non addentriamoci ora sulle reazioni che in genere la mia conoscenza del cinese suscita), ma a volte anche inglese....
Eh, lo sapevo! [Caspita, un indovino!!!] Ma allora potresti farmi lezione? Ma insegni solo in una scuola o anche privatamente? Perché i costi delle scuole sono davvero altissimi. Non posso negare, ma offrono anche una serie di servizi, per il prezzo che chiedono, dall'uso dell'aula alla pronta sostituzione del docente in caso di problemi, assenze, difficoltà...
Poi il discorso si è interrotto, sapete com'è, capita di dover lavorare... Ma salutandoci, mi ha ancora detto "Dai, poi ci vediamo nel pomeriggio e parliamo delle lezioni".
Nel pomeriggio non ci siamo visti, l'indianino in quel reparto non aveva nente altro da vedere e non siamo tornati, quindi mi resterà per sempre il dubbio: ho perso un potenziale cliente? In realtà tentava di provarci ed io non sono stata sveglissima? Dal semplice racconto non è facile desumerlo, ma il linguaggio del corpo mi mandava segnali di questo tipo...
Il fanciullo non era male, ben strutturato, simpatico, un viso carino... non da perderci la testa p girarsi per strada, ma non male... Certo, se ci voleva provare forse non è stata una gran mossa farmi vedere poco prima la foto della sua bimba, avuta dalla compagna con cui convive (non ho certo chiesto nulla io, è l'indiano che è curioso come una scimmia, un po' come tutti gli orientali!)...
Sussurrato in punta di piedi da una Fata dalle Ali Cangianti
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giovedì, 22 novembre 2007
Pregi e difetti di un viso etnicamente incerto
Sono italiana, piemontese al 100% (praticamente un animale in via di estinzione, una minoranza etnica), figlia di padre alessandrino e madre vercellese, a loro volta figli di genitori di Spinetta Marengo (AL), Tronzano Vercellese (VC) e Torino. Ho anche forte ragione di credere di non essere figlia del lattaio, visto che tra i miei genitori quello a cui assomiglio di più e senz'altro mio padre, e per la medesima ragione posso presumere di non essere stata scambiata in culla...
Eppure, il mio viso è etnicamente alquanto incerto.
Certo, difficilmente mi scambierebbero per un'africana, una sudamericana o un'indiana, visto che la mia pelle è parecchio bianca, magari neanche per una svedese, finlandese o norvegese, visto che i miei capelli non sono così chiari... ma per il resto mi è già stata attribuita quasi qualsiasi appartenenza etnica possibile.
In Cina, spesso, pensavano che facessi parte di una delle loro 56 minoranze riconosciute, nello specifico quella uigura che vive nella regione dello Xinjiang, oppure mi scambiavano per russa, olandese... italiana mai.
Negli Stati Uniti mi hanno chiesto se avessi sangue cherokee nelle vene.
Al saggio di danza, hula hawaiana, mi hanno detto che non valeva perché io palesemente "giocavo in casa"...
Da un lato è divertente, mi sento un po' come un moderno Zelig, e poi non cambierei il mio viso con nessun altro, mi piace, ci sto bene insieme, sono io con tutte le mie sfaccettature anche fuori oltre che dentro.
Dall'altro, invece, mi ritrovo in situazioni imbarazzanti come il rumeno di turno che attacca a farmi un lungo discorso in lingua convinto che io sia una compaesana, prima che riesca a spiegargli che no, non sto capendo una parola di quello che dice perché no, non sono rumena.
O, peggio ancora, mi accorgo che se indosso io uno di quei tubi di lana che l'anno scorso erano tanto di moda (in realtà, lo erano anche quando andavo al liceo, l'anno scorso li hanno solo ritirati in auge... solo che quando andavo al liceo erano decisamente altri tempi), quelli che si possono indossare come "colletto di lana" per proteggere la gola, ma che si possono anche alzare sulla testa per proteggere la cervicale e la capoccia dal freddo... ecco se lo tiro su la gente comincia a guardarmi male ed a passarmi un pochino più lontana, forse pensando che la mia borsa non sia zeppa di agenda-portafogli-cellulare-necessaire-per-il-trucco-portapenne-tre-mazzi-di-chiavi ma piuttosto possa essere imbottita di esplosivo... perché sì, con un certo abbigliamento sembro anche un'araba...
Pregi e difetti di un viso etnicamente incerto!!!
Sussurrato in punta di piedi da una Fata dalle Ali Cangianti
in domande esistenziali, pensieri in libertÃ
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